lunedì 23 gennaio 2006
Grasso da bruciare (sull'altare delle vanità)
Ho sfondato la soglia dei 70 chili.
Non mi era mai successo,
una volta l'avevo sfiorata, quando smisi di fumare
e per rimpiazzare Nicotina scaricavo i nervi col cibo.
E le papille togliendosi l'impermeabile di catrame che le avvolgeva riscoprirono le infinite gioie dei sapori.
Attualmente niente di tutto questo.
Le papille sono tutte belle avvolte da vestiti nero cupo, come le Iene o come Morpheus.
Eppure la bilancia l'altro giorno non mentiva quando
con un certo sottile piacere vendicativo, sono sicuro
(in fin dei conti le mettiamo sempre i piedi in testa),
gàrrula dichiarava: 72,9
Sarò sincero; quella parte di me che tende a immedesimarsi con un uomo fatto vede con favore i nuovi centimetri transaddominali, che rassicurante status symbol, pensa, mentre si accarezza il suo nuovo salvagente lipidico.
La parte vanesia di me daltronde guarda con orrore a tutto ciò e ricorda nostalgica
il fisico asciutto dell'anno scorso quando alpinismo e palestra avevano compiuto il miracolo,
là dove gli ormoni non avevano potuto
di trasformare il corpo di un adolescente sempiterno in quello di un uomo.
Che bello il corpo quando funziona a dovere.
E allora che fare?
Questo weekend è stato devotamente votato allo sport
che gli impegni e la pigrizia negli ultimi mesi avevano relegato in un cantuccio miserrimo.
Sabato sono andato con Miriam e Babi ad arrampicare al Monte Barro
e Domenica mi sono svegliato alle 2 e 55 di notte per andare con un sacco di amici a sciare all'Abetone
nel bel mezzo dell'Appenino Tosco-Emiliano.
La lotta al Ciambellone Lipidico è stata dunque avviata.
con buona pace di quella parte di me che lo considera con simpatia.
Pubblicato da
Guido
alle
16:06
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