mercoledì 25 gennaio 2006

Le Foglie

LE FOGLIE

Piovve.
Diluviò per settimane intere.
L'acqua si scagliava violenta
su quel pendio della montagna
dove da millenni svettava incontrastata
la gigantesca mole di un faggio.
Giorni e giorni passarono
senza che mai il sole facesse capolino
da quella spessa coltre di nubi.
Il fragore dei tuoni rotolava giù per le vallate
e i ruscelli in piena scavavano profonde ferite
nei fianchi delle montagne.
Appesantito da troppa acqua
il terreno dove l'immenso albero
affondava le sue radici
cominciò lentamente a tremare.
In un attimo di tempo dilatato tra il rombo di due tuoni
un brontolio sordo
crebbe
mentre l'enorme tronco
del padre degli alberi
cominciava ad ondeggiare
e dopo alcuni istanti
si schiantava al suolo
come il martello di un giudice
dopo la lettura
di una sentenza di morte.
ma un' unica piccola radice
non si era spezzata
e quando finalmente
dopo molti altri giorni
il sole eruppe dalla sua prigione di nuvole
ad illuminare l'immenso gigante abbattuto
tra milioni di foglie
che ormai pendevano inerti
un' unica piccola gemma
si aprì
e nacque
un' unica piccola foglia.
Ma credetemi se vi dico
che il suo
era il verde più bello che si fosse mai visto in quel mondo.
E' il sole la prima cosa che vedono le foglie quando nascono.
E' per questo che lo amano più di ogni altra cosa
e per tutta la vita, disperatamente,
tendono a lui.

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