L'ho scattata in una brutta giornata di Novembre al Parco. Ero alla ricerca di qualche bella immagine quando mi imbattei in una mostra di opere d'arte a cielo aperto. Onestamente, e per quanto valga la mia opinione, quella serie di sculture era di una bruttezza davvero eccezionale, tutte, nessuna esclusa. Allora mi sono messo in testa di provare attraverso la fotografia a catturare delle immagini che riuscissero nell'impresa di farle sembrare belle. Alcune di queste foto sono finite nel portfolio "Il parco e la neve" e forse qualcuno potrà dirmi se ci sono riuscito. La giornata era uggiosa, non potendo quindi contare su dei bei colori ho optato per il bianco e nero. Ho calcato molto sul clipping (in pratica l'eliminazione dei mezzi toni) perchè mi sembrava desse un effetto 'trascendente' all'immagine, un frammento cristallizzato di un altro tempo caduto in questo tempo e in questo luogo.
Come dicevo si intitola "Turisti e Viandante".
I turisti sono le statue. Il Viandante è il tizio in bici. Sia l'uno che gli altri hanno le ruote. Ma i turisti sono tutti uguali e guardano tutti nella stessa direzione. Davanti a se. Il Viandante è fuori dallo schema e guarda da un altra parte. Vede davvero il paesaggio. Ed è l'unico che in ultima analisi sembra avanzare per davvero, muoversi. C'è questo dietro. Questa piccola critica al modo di viaggiare imperante al giorno d'oggi. Dove tutti muovendosi in formazione guardano quello che gli vien detto di vedere. E' singolare come messaggio a ben pensarci, per una foto scattata al parco, d'inverno, con l'intento di far sembrare belle delle brutte sculture. Ma la cosa più singolare è che quando l'ho scattata non lo sapevo..non conoscevo il messaggio che c'era dietro. L'ho scoperto quando cercavo di dargli un titolo. Si insomma, anch'io che ne sono l'autore ho dovuto decriptare il messaggio come fossi uno spettatore. Con le poesie che scrivo, spesso, è la stessa cosa, prima le scrivo..in certi casi, come avrei detto in un tempo lontano, le vomito sul foglio. Dopo, solo dopo, mi accorgo di cosa volevo dire, cosa mi stavo dicendo. Ma se il messaggio viene dopo la stesura dell'opera allora l'artista non perde forse i diritti su quell'opera? Voglio dire, non viene meno la sua abilità nel costruire qualcosa?
Io penso di no. Non lo credo. Il discorso è complesso perchè si tratta di sondare l'inconscio. Io chiamo questo genere di cosa "Reverse Creativity" in omaggio al "Reverse Engineering" ovverosia il riuscire a manipolare e analizzare un software a partire dal codice macchina finale senza bisogno delle sorgenti. Creatività a inversione. Concetto affascinante a parer mio.
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