"Lo scorso mese di ottobre, in occasione delle iniziative che celebrano il duecentesimo compleanno del Parco di Monza, la Rottapharm ha donato alla città brianzola la maxi installazione “Lo scrittore” di Giancarlo Neri. La gigantesca opera composta da una sedia alta 10 metri e da un tavolo alto 7,50 e largo 11 metri, in legno e acciaio per un peso totale di oltre 4 tonnellate, è stata posta permanentemente nel cuore del parco stesso."
"Un significato profondo lega Lo Scrittore alle ubicazioni scelte. L’opera, come spiega lo stesso Neri, “celebra la solitudine dello scrittore”, simboleggiando il processo creativo della scrittura, che “obbliga” ad un isolamento totale dal mondo esterno. Lo scrittore, estraniandosi dalla realtà che lo circonda, rimane solo, al tavolo su cui lavora. Collocando Lo Scrittore negli spazi aperti dei parchi cittadini, si superano i confini tra mondo esterno e interiore, tra luoghi aperti e chiusi. L’opera annulla i limiti imposti dagli spazi espositivi, e si inserisce armoniosamente in luoghi di frequentazione quotidiana, instaurando un legame profondo con la natura circostante."
"Chi scrive è sempre solo. Solo con la sua scrittura, i suoi pensieri, la sua esperienza, i suoi ricordi, le sue speranze. La speranza di essere letto, che qualcuno ti giudichi, ti comprenda, ti aiuti a capire cosa vuoi dire con la tua scrittura. Un circolo di volta in volta virtuoso, vizioso, perverso, entusiasmante, intrigante, misterioso, che ti prende alla gola, col foglio bianco sulla scrivania, davanti alla tastiera, senti le dita elettrizzate che vogliono comunicare quello che pensi, quello che vuoi dire, ma che forse nemmeno tu sai come, per pretendere poi di farlo capire a chi ti leggerà, se mai qualcuno scorrerà le tue parole. Eppure tu continui a scrivere. E sei solo, a quel tavolo. Ora lo puoi trovare là, nel parco, al sole o tra la nebbia, di notte o di giorno. E' lui: lo scrittore. La sedia di fronte al tavolo gigantesco. Non lo vedi, ma avverti la sua presenza. Forse sei proprio tu che siedi su quella sedia. Tu che scrivi. Tu che ti leggi. Nel parco, a Monza."
cito da un articolo di Galloway leggibile per intero qui:
http://guide.supereva.com/bibliofilia/interventi/2005/11/232581.shtml
"Lo scrittore è una riflessione sulla natura silenziosa e solitaria del processo creativo dello scrivere, la celebrazione della vittoria dell’immaginazione sull’isolamento dal mondo esterno al quale gli scrittori devono sottoporsi per raccontarlo. Il tavolo e la sedia, con le loro dimensioni abnormi e la loro collocazione in spazi aperti, diventano i simboli della condizione dello scrittore, gli strumenti della sua vittoria ma anche della sua condanna."
"Dopo due anni di permanenza a Villa Ada a Roma, l’opera è giunta nel luogo per il quale era stata inizialmente concepita, Hampstead Heath, il parco degli scrittori a Londra. Terminata la permanenza in Inghilterra, a Parliament Hill Fields, Lo Scrittore tornerà in Italia, per trovare definitiva collocazione nel Parco di Monza. In occasione del Bicentenario della nascita del Parco l’opera verrà infatti donata alla Città di Monza da Rottapharm, gruppo farmaceutico multinazionale, con sede proprio a Monza."
cito dal comunicato stampa ufficiale dal comune di Monza:
http://www.monzacity.it/eventi/dettaglio.php?id=536
Mi sono imbattuto nella gigantesca opera di Grancarlo Neri per caso. Con Barbara stavo camminando per i sentieri del Parco, come in questi giorni mi capita con frequenza più che quotidiana. Nel vedere dei segnali di vernice gialla sull'asfalto, che recavano un laconico "lo scrittore" e niente più, colti dalla curiosità, abbiamo cominciato a seguirli. Non aspettandoci nulla di simile, quando ci siamo trovati di fronte un tavolo e una sedia di dimensioni ciclopiche, siamo rimasti letteralmente a bocca aperta. L'effetto di quest'opera è davvero straordinario, e lo è stato ancora di più data la sorpresa di trovare un elemento nuovo in uno spazio da lungo tempo conosciuto e amato.
Come sempre mi accade la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di realizzare qualche fotografia. A disposizione un opera d'arte straordinaria, nel senso più letterale del termine, la macchina cattura-immagini sempre con me, e con me anche una straordinaria modella: Barbara. Il fotoritocco ha fatto il resto. Non è la prima volta che creo un immagine di questo genere con una stessa persona ripetuta più volte all'interno della stessa location. E' una cosa che trovo divertente e ha in se la possibilità di creare infinite verianti e di trasmettere differenti messaggi. In questo caso mi piace particolarmente perchè la foto ritrae un opera d'arte che già di per se ha molto da raccontare; nell'arte concettuale, è chiaro, ognuno ci legge quello che vuole, ma quello che ho letto io nel 'Lo scrittore' si sposa in maniera perfetta e sinergica con quello che volevo comunicare con la mia immagine, pur essendo in effetti gli argomenti differenti.
Barbara è una persona rara. Basterebbe solo questo a farmela amare. Ma uno dei suoi aspetti migliori è il fatto che ha conservato dentro di se la bambina che è stata e che dunque, molto spesso, ancora è. Non sto parlando di semplici atteggiamenti infantili, sto dicendo che lei riesce a essere a 28 anni suonati la stessa identica bambina che era venti anni prima. Non una donna che si comporta da bambina ma una bambina punto e basta. Questa è una dote meravigliosa. Solo le persone più pure ce l'hanno perchè bisogna avere l'ingenuità del bene totale, quella di Samwise Gamgee del Signore degli Anelli per intenderci (che non a caso è l'unico portatore dell'Anello che non ne venga soggiogato ed il vero salvatore della Terra di Mezzo), per riuscire a conservare in se, intatto, il proprio io bambino nonostante tutti i colpi che deve subire nel mentre del crescere e dell'aprire occhi adulti sul mondo. Bisogna essere in grado di abiurare il male, non semplicemente l'ignorarlo di chi non lo ha incontrato, ma il ripudiarlo di chi ci ha già sbattuto la faccia. Questa è Barbara.
Una persona che è in grado di giocare alla pari con una bambina di otto anni al punto che sarà proprio questa bambina a considerarla una compagna di giochi sua pari e non un'adulta che si presta a farla giocare. Due occhioni che guardano ingenui e curiosissimi il mondo e la natura che per lei sono un infinita cornucopia di meraviglie. Capace di slanci entusiastici a dir poco contagiosi e di una voglia di giocare insopprimibile.
Quello che avrebbe fatto Barbara, e che in parte per quanto possibile ha fatto, di fronte a un opera d'arte costituita da una sedia e un tavolo gargantueschi sarebbe stato arrampicarsi, fare capriole, sdraiarsi e guardarsi in giro sorridente, saltellare di qua e di la, fare capolino tra le gambe del tavolo, giocare a nascondino, sdraiarsi per guardare il sole e il cielo, fare nuovamente capriole e di nuovo saltellare in ogni dove.
Questa immagine dunque racconta molto di quello che è Babi o per lo meno uno dei lati della sua personalità.
Per vedere meglio la foto "Lo scrittore e 13 Babi" cliccate il link qui sotto:
http://www.webalice.it/edmtromb/immagini/Lo%20Scrittore%20e%2013%20Babiweb.jpg
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