martedì 31 gennaio 2006

Fuga in scala di grigio

"Solo me ne sto alla finestra, oggi è un giorno in bianco e nero
Pioverà.
Cerco malinconico nel tempo qualche sogno che ho già fatto
Anni fà."
Quseste parole non sono mie. Le prendo in prestito da una canzone bellissima
Credo onestamente non si possa fare di meglio per descriverla.
Nostra Signora la Depressione. e una giornata in sua compagnia.
A volte vorrei fuggire, in maniera scomposta, come uno di questi piccioni.
Farmi piccolo piccolo; scomparire nel branco.
Un piccione qualsiasi in uno stormo di piccioni.
Sperare che sia un altro, qualcun'altro a venir preso.
Vigliacco bastardo.
Quant'è caldo il tuo posto sulla grata circondato da milioni di tuoi simili?
Eppure ce n'è sempre uno che deve stare nel centro esatto.
Ci deve essere per forza.
Vorrei soltanto trasformare la mia vita
in una bidimensionale distesa di nitrato d'argento.
una fotografia. un'istantanea.
non importa che sia bella. vanno bene dei piccioni in fuga.
il concetto è che è immobile.
Tanto basta.

giovedì 26 gennaio 2006

Fuori sta nevicando

Sta nevicando. Per ora sono solo pochi piccoli fiocchi temerari
sembrano quasi impauriti ad affrontare il viaggio verso terra
la mia fantasia ipertrofica me li fa immaginare come piccoli omini
che guidando aerei scassati piano piano si avvitano verso terra.
Non so se gridino "Tora! tora! tora!" mentre cadono
(magari con la voce della particella di sodio)
ma ai miei occhi sono tanti piccoli kamikaze gentili.
Per ora sono solo pochi piccoli fiocchi dicevo,
ma giù, al suolo, è già disteso un candido velo.
Come la cipria che ricopre sottile, il bel volto di una geisha.
Quest'anno ha nevicato tante volte,
come non nevicava da vent'anni.
Mi son tornati in mente i lontani inverni dell'85 e 86
quando, bimbo, la scuola chiudeva per troppa neve
e in giardino costruivamo un intero mondo di igloo e trincee
Per poi sfidarci nella guerra più innocente che esista
fatta di palle di neve e bambini che tornavano in casa fradici
e mezzi congelati, di mamme arrabbiate e di bambini felicissimi.
Caspita la scuola chiudeva!
Quest'anno non è così, a prescindere che l'infanzia se n'è andata.
Se fosse caduto un metro neve temo che avrei giocato come allora.
Mia mamma forse non si sarebbe arrabbiata questa volta,
in fondo ormai è abituata a un figlio che scala le montagne anche d'inverno.
Ma anche se non ha nevicato così tanto,
sono già molte le mattine che mi sono svegliato e fuori dalla mia finestra
mi attendeva un mondo tutto bianco, come se fosse tutto nuovo,
appena scartato dalla confezione regalo il giorno di Natale.
Io abito ai bordi del Parco recintato più grande d'Europa
e sono o provo ad essere uno di quei tizi che catturano immagini
capirete anche voi che per me si tratta di un regalo
a cui è impossibile resistere!
Come quel giorno poco prima di Capodanno che mi sono svegliato all'alba
per andare a fotografare il "mondo di Narnia"
materializzatosi tutt'intorno a casa mia
meraviglioso sortilegio, avvenuto, come si conviene nelle fiabe
mentre ignaro riposavo nel mio letto.
Faceva -14 gradi.
Ma è in questi casi che capisco che sono nato per questo mestiere.
Io il freddo non lo sentivo mentre saltellando inseguivo un pettirosso,
timida creatura! ti ho inseguita per ore...
Tale e tanta è la gioia di tenere in mano una macchina cattura-immagini
che non mi dolgo delle mani che congelano.
A volte resto per ore con la macchina in mano in camera mia
senza nessun soggetto apparente a giocare con tempi e diaframmi
a bilanciare il bianco o a testare la meraviglia di una lunga esposizione notturna.
Quel giorno, poi, dopo aver inseguito pettirossi e catturato il sogno
di un mondo cristallizato e purissimo
son tornato a casa felice come uno scolaretto cui han chiuso la scuola
Mezzo fradicio come allora.
Ma diversamente da allora non sono più indistruttibile
e ho beccato l'influenza.
Un bello scherzetto che mi ha tenuto a letto una settimana intera
capodanno compreso.
Ma ragazzi... se ne è valsa la pena...
Intanto fuori dalla mia finestra
i piccoli kamikaze gelati han ripreso coraggio
ne stanno precipitando a milioni e alcuni son belli grassottelli
Narnia pian piano si ricrea
Domani all'alba ho qualcosa da fare...

mercoledì 25 gennaio 2006

Le Foglie

LE FOGLIE

Piovve.
Diluviò per settimane intere.
L'acqua si scagliava violenta
su quel pendio della montagna
dove da millenni svettava incontrastata
la gigantesca mole di un faggio.
Giorni e giorni passarono
senza che mai il sole facesse capolino
da quella spessa coltre di nubi.
Il fragore dei tuoni rotolava giù per le vallate
e i ruscelli in piena scavavano profonde ferite
nei fianchi delle montagne.
Appesantito da troppa acqua
il terreno dove l'immenso albero
affondava le sue radici
cominciò lentamente a tremare.
In un attimo di tempo dilatato tra il rombo di due tuoni
un brontolio sordo
crebbe
mentre l'enorme tronco
del padre degli alberi
cominciava ad ondeggiare
e dopo alcuni istanti
si schiantava al suolo
come il martello di un giudice
dopo la lettura
di una sentenza di morte.
ma un' unica piccola radice
non si era spezzata
e quando finalmente
dopo molti altri giorni
il sole eruppe dalla sua prigione di nuvole
ad illuminare l'immenso gigante abbattuto
tra milioni di foglie
che ormai pendevano inerti
un' unica piccola gemma
si aprì
e nacque
un' unica piccola foglia.
Ma credetemi se vi dico
che il suo
era il verde più bello che si fosse mai visto in quel mondo.
E' il sole la prima cosa che vedono le foglie quando nascono.
E' per questo che lo amano più di ogni altra cosa
e per tutta la vita, disperatamente,
tendono a lui.

martedì 24 gennaio 2006

Turisti, Viandanti e il concetto della Reverse Cretivity

Con questo intervento ho intenzione di fare una cosa che qualsiasi artista non dovrebbe mai fare.
Svelare che cosa c'è dietro una sua opera, divulgarne apertamente il messaggio, denudarla insomma.
Un certo alone di mistero è importante per un opera d'arte. Il suo messaggio dovrebbe valere la pena di essere decriptato; spesso più è l'impegno richiesto, maggiore è la soddisfazione che se ne ricava. Un regista famoso a proposito di un suo film disse: "Se avessi voluto mandare semplicemente un messaggio, avrei spedito un telegramma". Voleva dire che in un film non è importante solo il messagio. Trama, sceneggiatura, scenografia, fotografia hanno il dovere di rendere il messaggio valevole di essere recepito, mai noioso. E' ovvio che non sempre è cosi e anzi in molti casi è proprio l'immediatezza la forza più efficace di un opera. Nella fotografia di reportage lo è quasi sempre. Mi vengono in mente alcune famose immagini scattate in zone di guerra. Il viso in lacrime di un bambino è un banale esempio di come un immagine possa colpirti con forza al primo sguardo, raccontandoti molto senza lo sforzo (o il piacere?) dell'elucubrazione.
Per quanto mi riguarda ogni volta che scrivo una poesia non penso mai alla necessità che essa sia immediatamente comprensibile a un lettore. Perchè non ho in mente alcun eventuale lettore quando la scrivo. La scrivo perchè vien fuori da se. E' un parto, un processo che si potrebbe definire "Auto-maieutico". Ma su questo aspetto tornerò più tardi.
L'immagine di cui volevo parlare è "Tourists and Wayfarer". Ovverosia "Turisti e Viandante".

L'ho scattata in una brutta giornata di Novembre al Parco. Ero alla ricerca di qualche bella immagine quando mi imbattei in una mostra di opere d'arte a cielo aperto. Onestamente, e per quanto valga la mia opinione, quella serie di sculture era di una bruttezza davvero eccezionale, tutte, nessuna esclusa. Allora mi sono messo in testa di provare attraverso la fotografia a catturare delle immagini che riuscissero nell'impresa di farle sembrare belle. Alcune di queste foto sono finite nel portfolio "Il parco e la neve" e forse qualcuno potrà dirmi se ci sono riuscito. La giornata era uggiosa, non potendo quindi contare su dei bei colori ho optato per il bianco e nero. Ho calcato molto sul clipping (in pratica l'eliminazione dei mezzi toni) perchè mi sembrava desse un effetto 'trascendente' all'immagine, un frammento cristallizzato di un altro tempo caduto in questo tempo e in questo luogo.

Come dicevo si intitola "Turisti e Viandante".

I turisti sono le statue. Il Viandante è il tizio in bici. Sia l'uno che gli altri hanno le ruote. Ma i turisti sono tutti uguali e guardano tutti nella stessa direzione. Davanti a se. Il Viandante è fuori dallo schema e guarda da un altra parte. Vede davvero il paesaggio. Ed è l'unico che in ultima analisi sembra avanzare per davvero, muoversi. C'è questo dietro. Questa piccola critica al modo di viaggiare imperante al giorno d'oggi. Dove tutti muovendosi in formazione guardano quello che gli vien detto di vedere. E' singolare come messaggio a ben pensarci, per una foto scattata al parco, d'inverno, con l'intento di far sembrare belle delle brutte sculture. Ma la cosa più singolare è che quando l'ho scattata non lo sapevo..non conoscevo il messaggio che c'era dietro. L'ho scoperto quando cercavo di dargli un titolo. Si insomma, anch'io che ne sono l'autore ho dovuto decriptare il messaggio come fossi uno spettatore. Con le poesie che scrivo, spesso, è la stessa cosa, prima le scrivo..in certi casi, come avrei detto in un tempo lontano, le vomito sul foglio. Dopo, solo dopo, mi accorgo di cosa volevo dire, cosa mi stavo dicendo. Ma se il messaggio viene dopo la stesura dell'opera allora l'artista non perde forse i diritti su quell'opera? Voglio dire, non viene meno la sua abilità nel costruire qualcosa?

Io penso di no. Non lo credo. Il discorso è complesso perchè si tratta di sondare l'inconscio. Io chiamo questo genere di cosa "Reverse Creativity" in omaggio al "Reverse Engineering" ovverosia il riuscire a manipolare e analizzare un software a partire dal codice macchina finale senza bisogno delle sorgenti. Creatività a inversione. Concetto affascinante a parer mio.

lunedì 23 gennaio 2006

Grasso da bruciare (sull'altare delle vanità)

Ho sfondato la soglia dei 70 chili.
Non mi era mai successo,
una volta l'avevo sfiorata, quando smisi di fumare
e per rimpiazzare Nicotina scaricavo i nervi col cibo.
E le papille togliendosi l'impermeabile di catrame che le avvolgeva riscoprirono le infinite gioie dei sapori.
Attualmente niente di tutto questo.
Le papille sono tutte belle avvolte da vestiti nero cupo, come le Iene o come Morpheus.
Eppure la bilancia l'altro giorno non mentiva quando
con un certo sottile piacere vendicativo, sono sicuro
(in fin dei conti le mettiamo sempre i piedi in testa),
gàrrula dichiarava: 72,9
Sarò sincero; quella parte di me che tende a immedesimarsi con un uomo fatto vede con favore i nuovi centimetri transaddominali, che rassicurante status symbol, pensa, mentre si accarezza il suo nuovo salvagente lipidico.
La parte vanesia di me daltronde guarda con orrore a tutto ciò e ricorda nostalgica
il fisico asciutto dell'anno scorso quando alpinismo e palestra avevano compiuto il miracolo,
là dove gli ormoni non avevano potuto
di trasformare il corpo di un adolescente sempiterno in quello di un uomo.
Che bello il corpo quando funziona a dovere.
E allora che fare?
Questo weekend è stato devotamente votato allo sport
che gli impegni e la pigrizia negli ultimi mesi avevano relegato in un cantuccio miserrimo.
Sabato sono andato con Miriam e Babi ad arrampicare al Monte Barro
e Domenica mi sono svegliato alle 2 e 55 di notte per andare con un sacco di amici a sciare all'Abetone
nel bel mezzo dell'Appenino Tosco-Emiliano.
La lotta al Ciambellone Lipidico è stata dunque avviata.
con buona pace di quella parte di me che lo considera con simpatia.

domenica 22 gennaio 2006

Good Morning Sunshine

Buon giorno a te mio misterioso visitatore..
date le limitate potenzialità di questo mezzo non saprò mai chi sei
almeno che tu non mi lasci un commento
a questo punto dovrebbe essere per te un obbligo morale.
Il fine ultimo di questo spazio è il tempo da perdere
e in seconda istanza la fotografia.
La fotografia, disegnare con la luce, è il mio lavoro, una passione e una bella porzione della mia vita.
Ho un alto concetto di essa. La fotografia.
Ma questo mezzo, limitato appunto, non ce l'ha.
Le foto che posso inserirvi hanno una risoluzione infima, perdono il contrasto e la nitidezza.
In effetti cessano di esistere.
Quindi se il fine ultimo era quello, e lo era, di condividere belle immagini
ahimè non vi è più un fine ultimo
e nemmeno un fine primo se per questo.
E' evidente che in questa fase di vita mi è stato regalato del tempo.
Una benedizione nelle mani di chi non sa usarla.
In effetti non sono un prete.
Anzi le benedizioni mi urticano la pelle.
Ma grazie lo stesso.
Tantomeno questo sarà un Blog
Odio i Blog.
Detesto quella enorme dose di autocompiacimento che ci vuole
per ritenere che sia doveroso per gli altri
interessarsi
alle cose che l'autoincensatore
ha voglia di comunicare.
Che frase complicata.
E poi io uso la C e non la K.
Bella lettera la Kappa ma non è italiana.
Ma allora se non è un Blog
perchè stai scrivendo?
e soprattutto per chi?
parli con me
parlo con me, si
Che bella cosa cambiare idea sulle cose
scrivere tutto questo mi è piaciuto
mi sento molto auto-incensato
si insomma self-compiaciuto.
E ho utilizzato un po' della mia benedizione.
Meditate gente.
se vi va è ovvio