sabato 13 gennaio 2007

The Fly, il messaggero alato

 
 
Era quasi un anno fa
che raccontavo in questo stesso luogo
come la primavera era venuta a trovarmi
di come avevo sentito il suo messaggio e scorto i suoi messeggeri
e lo feci con dovizia di particolari e abbondanza di colori
perchè così mi pareva giusto
e come spesso succede fui quindi anche io messagero a mia volta
di quello stesso messagio
e condivisi il sentimento di cui era intriso.
 
Anche oggi un messagero
è volato a me
(è proprio il caso di dirlo)
ma il sentimento era profondamente diverso
e nonostante ciò l'ho condiviso comunque
e già lo condividevo prima ancora di scorgerlo
oggi come allora
e forse l'ho scorto proprio perchè lo condividevo.
 
I messaggi sono scritti nella lingua degli occhi che li scorgono
se capite ciò che intendo.
 
E' avvenuto che nella sera di ieri aprissi la finestra.
Una mosca da fuori è volata all'interno.
Una mosca viva, all'aperto, Gennaio.
 
Che la Natura stia impazzendo
è una fase talmente banale da non avere voglia di pronunciarla
e poi non è vera
la Natura non impazzisce
Soffre.
 
In quest'ultimo anno di lavoro
ho provato spesso la sensazione di stirare le giornate agli estremi
al punto da aver paura che la fibra della propria veglia si spezzasse
dormire pochissime ore
per lunghissime settimane consecutive
 
E' quello che respiri nell'aria
se in questi giorni cammini per il parco
e vedi gli alberi con le gemme già gonfie
ma non vì è lietezza
nel verde smorto
c'è invece
confusione
e stordimento
e fibre stirate troppo a lungo
 
Anche il messagero stesso
la mosca
non se la passa un granchè
lassù sulla tenda chissà cosa pensa
la fermo in un immagine
mentre si staglia sulla microfibra
del tessuto
e intanto mi addentro
nei pensieri minuscoli di quel minuscolo cranio
e scorgo un mondo deserto immenso ed errato
 
Come essere stati spediti a una destinazione sbagliata.
Un pacco senza nessuno ad accoglierlo
solo in un deserto deposito.
Come qualcuno venuto al mondo
prima del mondo stesso in cui vivere
Il cosmo deserto, buio infinito tra stelle lontane
o, tuttalpiù, un pianeta troppo giovane
come un bambino nato immaturo
che spurga dalla sua crosta frammentata
fiumi di lava
come per liberarsi in fretta del male che cova.
 
Tutto questo mi ha detto
una mosca nata in Gennaio
che adesso, confusa, attende qualcosa
che nemmeno conosce
appesa lassù
alla mia tenda.
 
 
 

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